IRC.Kr in dialogo
venerdì 23 dicembre 2011
venerdì 25 novembre 2011
Educare
"Datemi delle madri veramente cristiane ed io salverò il mondo che sprofonda" San Pio X
domenica 20 novembre 2011
La scelta dell'IRC: Scelta matura e consapevole
In linera con la vocazione propria di questo Blog riportiamo il seguente messaggio
Messaggio della Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana
in vista della scelta di avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica
nell’anno scolastico 2012-2013
Cari studenti e genitori,
nelle prossime settimane sarete chiamati a esprimervi sulla scelta di avvalervi dell’insegnamento della religione cattolica.
Si tratta di un appuntamento di grande responsabilità perché consente, a voi studenti, di riflettere sulla validità di tale proposta e di decidere personalmente se farne risorsa per la vostra
formazione e, a voi genitori, di ponderare le possibilità educative offerte ai vostri figli.
Vogliamo dirvi che vi siamo vicini, condividiamo i dubbi e le speranze che abitano il vostro
cuore di fronte alle ricadute che le contraddizioni del momento presente e le incertezze del futuro
hanno sulla scuola; partecipiamo al vostro anelito di verità e di sicurezza, impegnati, insieme a tutte le persone di buona volontà, in particolare mediante lo strumento dell’insegnamento della religione cattolica, a fare della scuola uno spazio educativo autentico per le nuove generazioni, un luogo di formazione alla pacifica convivenza tra i popoli e di confronto rispettoso, sotto la guida di veri maestri e di convinti educatori.
La Chiesa è dalla vostra parte, si fa carico di ogni vostra fatica, vuole offrirvi il supporto della sua bimillenaria esperienza a servizio dell’uomo e delle sue più profonde aspirazioni, vuole aiutare voi studenti, attraverso l’opera di insegnanti professionalmente competenti e spiritualmente motivati, a leggere e interpretare la cultura letteraria, artistica e storica in cui siete nati e cresciuti, o dove siete approdati in seguito a scelte di vita o a esodi forzati. L’insegnamento della religione cattolica è una disciplina che tiene viva la ricerca di Dio, aiuta a trovare risposte di senso ai “perché” della vita, educa a una condotta ispirata ai valori etici e, facendo conoscere il cristianesimo nella tradizione cattolica, presenta il Vangelo di Gesù Cristo in un confronto sereno e ragionato con le altre religioni.
Afferma a questo proposito Papa Benedetto XVI: «una cultura meramente positivista che rimuovesse nel campo soggettivo come non scientifica la domanda circa Dio, sarebbe la capitolazione della ragione, la rinuncia alle sue possibilità più alte e quindi un tracollo dell’umanesimo, le cui conseguenze non potrebbero essere che gravi. Ciò che ha fondato la cultura dell’Europa, la ricerca di Dio e la disponibilità ad ascoltarLo, rimane anche oggi il fondamento di ogni vera cultura» (Discorso all’Incontro con il mondo della cultura al Collège des Bernandins,Parigi 12 settembre 2008).
Nel cuore di una formazione istituzionalizzata come quella della scuola, in continuità con la
famiglia e in preparazione alla vita sociale e professionale, l’insegnamento della religione cattolica
è un valore aggiunto a cui vi invitiamo a guardare con fiducia, qualunque sia il vostro credo e la
vostra estrazione culturale. In forza delle sue ragioni storiche e della sua valenza educativa, esso è di fatto capace di proporsi come significativa risorsa di orientamento per tutti e di intercettare ilradicale bisogno di apertura a dimensioni che vanno oltre i limiti dell’esperienza puramente
materiale.
Cari genitori e docenti, a voi rivolgiamo il caloroso invito a operare insieme perché non
manchi alle giovani generazioni l’opportunità di una proposta inerente la dimensione religiosa e di
una cultura umanistica e sapienziale che li abiliti ad affrontare le sfide del nostro tempo.
Roma, 15 novembre 2011
LA PRESIDENZA
nelle prossime settimane sarete chiamati a esprimervi sulla scelta di avvalervi dell’insegnamento della religione cattolica.
Si tratta di un appuntamento di grande responsabilità perché consente, a voi studenti, di riflettere sulla validità di tale proposta e di decidere personalmente se farne risorsa per la vostra
formazione e, a voi genitori, di ponderare le possibilità educative offerte ai vostri figli.
Vogliamo dirvi che vi siamo vicini, condividiamo i dubbi e le speranze che abitano il vostro
cuore di fronte alle ricadute che le contraddizioni del momento presente e le incertezze del futuro
hanno sulla scuola; partecipiamo al vostro anelito di verità e di sicurezza, impegnati, insieme a tutte le persone di buona volontà, in particolare mediante lo strumento dell’insegnamento della religione cattolica, a fare della scuola uno spazio educativo autentico per le nuove generazioni, un luogo di formazione alla pacifica convivenza tra i popoli e di confronto rispettoso, sotto la guida di veri maestri e di convinti educatori.
La Chiesa è dalla vostra parte, si fa carico di ogni vostra fatica, vuole offrirvi il supporto della sua bimillenaria esperienza a servizio dell’uomo e delle sue più profonde aspirazioni, vuole aiutare voi studenti, attraverso l’opera di insegnanti professionalmente competenti e spiritualmente motivati, a leggere e interpretare la cultura letteraria, artistica e storica in cui siete nati e cresciuti, o dove siete approdati in seguito a scelte di vita o a esodi forzati. L’insegnamento della religione cattolica è una disciplina che tiene viva la ricerca di Dio, aiuta a trovare risposte di senso ai “perché” della vita, educa a una condotta ispirata ai valori etici e, facendo conoscere il cristianesimo nella tradizione cattolica, presenta il Vangelo di Gesù Cristo in un confronto sereno e ragionato con le altre religioni.
Afferma a questo proposito Papa Benedetto XVI: «una cultura meramente positivista che rimuovesse nel campo soggettivo come non scientifica la domanda circa Dio, sarebbe la capitolazione della ragione, la rinuncia alle sue possibilità più alte e quindi un tracollo dell’umanesimo, le cui conseguenze non potrebbero essere che gravi. Ciò che ha fondato la cultura dell’Europa, la ricerca di Dio e la disponibilità ad ascoltarLo, rimane anche oggi il fondamento di ogni vera cultura» (Discorso all’Incontro con il mondo della cultura al Collège des Bernandins,Parigi 12 settembre 2008).
Nel cuore di una formazione istituzionalizzata come quella della scuola, in continuità con la
famiglia e in preparazione alla vita sociale e professionale, l’insegnamento della religione cattolica
è un valore aggiunto a cui vi invitiamo a guardare con fiducia, qualunque sia il vostro credo e la
vostra estrazione culturale. In forza delle sue ragioni storiche e della sua valenza educativa, esso è di fatto capace di proporsi come significativa risorsa di orientamento per tutti e di intercettare ilradicale bisogno di apertura a dimensioni che vanno oltre i limiti dell’esperienza puramente
materiale.
Cari genitori e docenti, a voi rivolgiamo il caloroso invito a operare insieme perché non
manchi alle giovani generazioni l’opportunità di una proposta inerente la dimensione religiosa e di
una cultura umanistica e sapienziale che li abiliti ad affrontare le sfide del nostro tempo.
Roma, 15 novembre 2011
LA PRESIDENZA
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA
venerdì 28 ottobre 2011
Educare un bambino
Apprendere che nella battaglia della vita si può facilmente vincere l'odio con l'amore, la menzogna con la verità, la violenza con l'abnegazione dovrebbe essere un elemento fondamentale nell'educazione di un bambino.
Gandhi
domenica 23 ottobre 2011
Ama la Sacra Scrittura
«Ama la Sacra Scrittura e la saggezza ti amerà; amala teneramente, ed essa ti custodirà; onorala e riceverai le sue carezze. Che essa sia per te come le tue collane e i tuoi orecchini» San Girolamo Ep. 130,20
Insegnante sì ma soprattutto Testimone
Vorrei proporre a tutti gli amici e colleghi Idr uno spazio di riflessione particolarmente impegnativo per la nostra attività professionale.
Mi sembra che la testimonianza cristiana legata all’esercizio della nostra professione sia quell’aspetto più sensibile della nostra identità perchè tocca in profondità la qualità del nostro essere credenti e la capacità di esercitare la fede in un determinato contesto lavorativo.
Se non ci possono essere dubbi sulla confessione di fede di un Idr altra cosa è invece la qualità di questa fede, la quantità, la maniera di esercitarla, il condizionamento che subisce dall’esterno e dalla maniera personale di condurre la propria vita privata personale, per non parlare del bagaglio culturale che può essere orientato ideologicamente e, forse, anche dottrinalmente, riguardo alcune questioni percepite dall’Idr non totalmente in linea con il Magistero ecclesiale.
Se è indiscutibile il fatto che tutti siamo legati dall’unica fede in Cristo e nella Chiesa cattolica, dalla quale riceviamo il mandato della nostra identità professionale, ampi margini di discussione si possono trovare invece sul tema dell’esercizio della nostra testimonianza cristiana, che è indubbiamente un’attesa di tutti, della Chiesa, dei colleghi e dei nostri allievi.
Indubbiamente sarebbe molto più facile insegnare senza portare questo “fardello”. Un professore di Lettere o di Latino è obbligato al massimo a dimostrare ai suoi alunni una certa coerenza di vita, anche se poi nemmeno questa è attesa dalla comunità scolastica, e qualora lo fosse la sua mancanza sarebbe giustificata da tutta una serie di attenuanti, quali il limite, la fragilità, la libertà personale.
Per l’Idr non ci sono attenuanti: coerenza di vita e testimonianza cristiana sono parte integrante del suo bagaglio professionale.
A questo punto mi chiedo e vi chiedo: ma tutto questo quanto ci condiziona nell’esercizio della nostra attività, quanto ci pesa, quanto ci rende liberi e, soprattutto quanto crediamo sia essenziale per la realizzazione dei nostri obiettivi professionali.
sabato 15 ottobre 2011
Educare
Per far crescere un bambino ci vuole un intero villaggio.
Proverbio Africano
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