La prima felicità di un fanciullo è sapersi amato.Don Bosco

venerdì 28 ottobre 2011

Educare un bambino

Apprendere che nella battaglia della vita si può facilmente vincere l'odio con l'amore, la menzogna con la verità, la violenza con l'abnegazione dovrebbe essere un elemento fondamentale nell'educazione di un bambino. Gandhi

domenica 23 ottobre 2011

Ama la Sacra Scrittura

«Ama la Sacra Scrittura e la saggezza ti amerà; amala teneramente, ed essa ti custodirà; onorala e riceverai le sue carezze. Che essa sia per te come le tue collane e i tuoi orecchini» San Girolamo Ep. 130,20

Insegnante sì ma soprattutto Testimone

Vorrei proporre a tutti gli amici e colleghi Idr uno spazio di riflessione particolarmente impegnativo per la nostra attività professionale. Mi sembra che la testimonianza cristiana legata all’esercizio della nostra professione sia quell’aspetto più sensibile della nostra identità perchè tocca in profondità la qualità del nostro essere credenti e la capacità di esercitare la fede in un determinato contesto lavorativo. Se non ci possono essere dubbi sulla confessione di fede di un Idr altra cosa è invece la qualità di questa fede, la quantità, la maniera di esercitarla, il condizionamento che subisce dall’esterno e dalla maniera personale di condurre la propria vita privata personale, per non parlare del bagaglio culturale che può essere orientato ideologicamente e, forse, anche dottrinalmente, riguardo alcune questioni percepite dall’Idr non totalmente in linea con il Magistero ecclesiale. Se è indiscutibile il fatto che tutti siamo legati dall’unica fede in Cristo e nella Chiesa cattolica, dalla quale riceviamo il mandato della nostra identità professionale, ampi margini di discussione si possono trovare invece sul tema dell’esercizio della nostra testimonianza cristiana, che è indubbiamente un’attesa di tutti, della Chiesa, dei colleghi e dei nostri allievi. Indubbiamente sarebbe molto più facile insegnare senza portare questo “fardello”. Un professore di Lettere o di Latino è obbligato al massimo a dimostrare ai suoi alunni una certa coerenza di vita, anche se poi nemmeno questa è attesa dalla comunità scolastica, e qualora lo fosse la sua mancanza sarebbe giustificata da tutta una serie di attenuanti, quali il limite, la fragilità, la libertà personale. Per l’Idr non ci sono attenuanti: coerenza di vita e testimonianza cristiana sono parte integrante del suo bagaglio professionale. A questo punto mi chiedo e vi chiedo: ma tutto questo quanto ci condiziona nell’esercizio della nostra attività, quanto ci pesa, quanto ci rende liberi e, soprattutto quanto crediamo sia essenziale per la realizzazione dei nostri obiettivi professionali.